Tempo di lettura: 3 minutiSecondo l’analisi scientifica dei politologi Markus Freitag (Università di Costanza), Thomas Milic e Adrian Vatter (Università di Berna), condotta a richiesta della Conferenza dei caporedattori della SRG SSR, la stragrande maggioranza dei votanti ha espresso il proprio voto sull‘iniziativa dei minareti in base ai temi dominanti della campagna referendaria e alle proprie preferenze politiche. Sempre secondo lo studio, i votanti erano ben informati sull’argomento, il che «rende altamente improbabile una loro precipitosa adesione ai risultati del sondaggio». Gli elettori che seguono i sondaggi, continuano gli autori, non sono cittadini manipolabili a piacere, anzi: il loro atteggiamento è piuttosto critico verso l’informazione politica e amano diversificare le fonti d’informazione. Altra constatazione: al momento di votare, chi conosceva i risultati demoscopici non si è comportato diversamente da chi invece li ignorava.
Lo studio, inoltre, giunge alla conclusione che i sondaggi non hanno avuto alcun effetto sulla mobilitazione o demobilitazione dei votanti dell’uno o dell’altro campo. In definitiva, la forte partecipazione di gruppi tendenzialmente inclini a votare «sì», superiore alla media, è stata decisiva per l’esito di questa votazione.
Sondaggi d’opinione per la votazione del 26 settembre
Poco dopo la votazione sull’iniziativa «Contro la costruzione dei minareti» di fine novembre 2009 e alla luce del divario tra i sondaggi d’opinione e l’esito effettivo delle urne, la SRG SSR aveva deciso di congelare temporaneamente la pubblicazione dei sondaggi e di approfondire le circostanze con partner esterni. Da una prima verifica della metodologia è risultato che le inchieste avevano rispettato il miglior stato dell’arte. Un secondo studio approfondito, relativo alle cronache dei mass media e all’ambiente politico alla vigilia della votazione, aveva concluso che il sondaggio si era svolto in un clima fortemente favorevole a un comportamento di «desiderabilità sociale» tra i fautori dell’iniziativa, i quali cioè avrebbero taciuto le proprie simpatie, rifiutandosi di rispondere o appunto dando una risposta magari falsa, ma socialmente più accettabile. Stando così le cose, in aprile 2010 la SRG SSR ha deciso di ricominciare a pubblicare i sondaggi pre-votazioni, ma adottando provvedimenti complementari, di natura editoriale e metodologica, per le inchieste sensibili. Nelle cronache, inoltre, si terrà maggiormente conto del fatto che i sondaggi d’opinione non sono affatto dei pronostici, bensì un «fermo immagine» della realtà in un determinato momento. La SRG SSR commissionerà due sondaggi d’opinione all’Istituto GfS di Berna per la votazione federale del prossimo 26 settembre.
Elezioni federali 2011: «barometro elettorale»
La SRG SSR commissionerà dei sondaggi per misurare il clima politico e le intenzioni di voto con i cosiddetti «barometri elettorali» anche alla vigilia delle Elezioni federali del 23 ottobre 2011. Sviluppato nel 1999 dall’Istituto GfS di Berna in collaborazione con la Conferenza dei caporedattori della SRG SSR, questo strumento demoscopico si è ormai affermato nelle ultime tre elezioni federali. Durante il rinnovo delle Camere nel 2007, l’ultimo barometro si era avvicinato ai risultati effettivi più di tutti gli altri istituti di ricerca. Nel 2011 sono previsti sei barometri, più uno preliminare che sarà pubblicato in ottobre 2010.
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