Tempo di lettura: 3 minutiLa fine di un ciclo
Secondo l’analisi macroeconomica di Patrice Gautry, capo economista dell’UBP, il periodo attuale segna la fine di un ciclo economico. Mentre prima la crescita del mondo occidentale era sufficientemente forte per compensare l’indebitamento eccessivo che la stimolava, oggi il verdetto è senza possibilità di appello: l’indebitamento – sia esso pubblico o privato – deve essere ridotto. Il moltiplicarsi dei summit e i rischi politici ed economici mostrano infatti che è indispensabile ricostituire i risparmi e tornare ad una crescita più equilibrata, il che equivale a più investimenti, meno consumi e una riduzione degli squilibri commerciali.
Nei prossimi anni gli stati e le banche centrali saranno confrontati con due importanti sfide. La prima sarà quella di adottare politiche rigorose, in grado di rassicurare i mercati finanziari, senza tuttavia far precipitare le economie in una profonda recessione. La seconda, altrettanto importante, sarà di cercare di alleggerire il peso del debito creando inflazione, senza tuttavia perderne il controllo.
L’oro, bene rifugio per eccellenza
Secondo Alan Mudie, Chief Investment Officer, la teoria classica di gestione del portafoglio – basata sull’esistenza di attivi a rischio zero – non è più valida oggi. Ai modelli seguiti in passato, la Banca preferisce dunque un’implementazione pragmatica delle proprie convinzioni.
I titoli di stato, una volta giudicati privi di rischi, non lo sono più: l’UBP continuerà dunque a preferire loro le obbligazioni societarie di qualità, ad esclusione di quelle del settore finanziario. Per gli investitori che privilegiano il rendimento, i prestiti “high yield” offrono, in considerazione dei solidi bilanci societari, prospettive di rendimento interessanti, persino in un contesto di crescita debole.
La Banca sviluppa da anni le proprie competenze nell’oro, caposaldo ormai imprescindibile degli investimenti. Alan Mudie ricorda infatti che la “nostra convinzione sul suo potenziale si è storicamente rivelata vincente per i clienti. Nel contesto attuale l’oro rimane il solo attivo che permetterà di superare le turbolenze alle quali siamo confrontati; costituisce l’ultima protezione contro il rischio di caos monetario e di deprezzamento delle monete”. E conclude: “Al rendimento del capitale, in questo momento la Banca preferisce la protezione del capitale”.
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Fonte: Union Bancaire Privée, comunicato stampa