Tempo di lettura: 10 minutiBrady W. Dougan, Chief Executive Officer, ha dichiarato: «Siamo soddisfatti della performance del Credit Suisse nel primo trimestre dell'anno. Riteniamo che tali risultati, in particolare il consistente rendimento del capitale proprio, siano una dimostrazione di come la nostra strategia differenziata e il nostro solido modello di business integrato, efficiente e accompagnato da un profilo di rischio contenuto possano generare forti ricavi. I risultati attestano altresì la validità delle misure adottate l'anno scorso a livello di intera banca, comprese quelle di riduzione dei costi e quelle intese a rafforzare ulteriormente la nostra base di capitale».
Nel commentare i provvedimenti strategici presi a livello di tutta la banca, Brady W. Dougan ha affermato: «Il Wealth Management e le nostre attività svizzere del Corporate & Retail Banking hanno evidenziato una buona tenuta, realizzando una robusta redditività e un afflusso netto di nuovi capitali pari a complessivamente CHF 11,4 miliardi. Stiamo raccogliendo i frutti di tutto quanto abbiamo intrapreso negli ultimi anni per espandere la nostra presenza a livello internazionale e costituire una piattaforma più efficiente. Il Wealth Management è ben posizionato per affrontare i continui cambiamenti del nostro settore. Continueremo ad investire in maniera oculata nella crescita delle nostre attività sia svizzere sia internazionali».
«L'Investment Banking è tornato a far registrare una cospicua redditività; questo a dimostrazione dei progressi fatti nell'ulteriore riduzione dei rischi e nell'attuazione della sua strategia focalizzata sulla clientela e sull'efficienza del capitale. Siamo convinti che la nostra piattaforma ristrutturata è in grado di realizzare una redditività duratura e una buona remunerazione del capitale, con una minor volatilità dei ricavi. Nel trimestre in rassegna, le nostre attività chiave con la clientela hanno fatto registrare una forte crescita di ricavi e quote di mercato. Contemporaneamente, abbiamo compiuto notevoli progressi nel riposizionamento di attività che precedentemente avevano fatto segnare perdite, riportandole in utile nel trimestre attraverso il cambiamento dei modelli operativi e la revisione dei limiti di rischio».
«I clienti, attuali e potenziali, riconoscono sempre di più i punti di forza del Credit Suisse, offrendoci così un chiaro vantaggio competitivo. La combinazione di strategia differenziata, forte posizione di capitale, assenza di una partecipazione statale, solida base di finanziamento, elevato livello di liquidità, attività ben posizionate, modello operativo efficiente in termini di capitale e profilo di rischio significativamente più basso fa del Credit Suisse un partner affidabile per i clienti».
Ha infine concluso: «Rimaniamo ottimisti sull'andamento degli affari per il Credit Suisse, in particolare nel raffronto con il nostro settore in generale. Il nostro approccio prudente al nuovo contesto di mercato ha dimostrato la sua validità nel primo trimestre: continueremo quindi su questa linea. Anche se potremmo ancora essere confrontati con il perdurare della volatilità e delle perturbazioni sui mercati qualora le attuali difficili condizioni dovessero mantenersi, siamo certi che la nostra posizione ci permetterà di superare la crisi e di cogliere le opportunità di mercato che si presenteranno».
Risultati dei segmenti
Private Banking Nel primo trimestre di quest'anno il Private Banking, comprendente i settori Wealth Management e Corporate & Retail Banking, ha registrato un utile ante imposte di CHF 992 milioni, in calo del 25% rispetto allo stesso periodo del 2008 a causa dell'impatto del difficile contesto operativo. I ricavi netti sono stati pari a CHF 2,878 miliardi e, malgrado vi sia stata una flessione del 14%, si sono attestati su livelli solidi.
Nel primo trimestre 2009 gli affari di Wealth Management hanno totalizzato un utile ante imposte di CHF 646 milioni, in flessione del 25% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, principalmente per effetto della diminuzione dei ricavi comportata dal minore patrimonio gestito medio e del comportamento prudente dei clienti. I ricavi netti sono stati pari a CHF 1,925 miliardi, in calo del 17% rispetto al primo trimestre 2008, a seguito del calo sia dei ricavi ricorrenti sia di quelli da transazioni. I costi operativi totali sono diminuiti del 12% principalmente grazie al recupero di accantonamenti non correlati a crediti nel primo trimestre 2009 e a minori spese per commissioni. Nel periodo in rassegna, il margine di utile ante imposte si è attestato al 33,6%, contro il 37,2% del primo trimestre dello scorso anno. Quanto al margine lordo sul patrimonio gestito medio, ha fatto segnare 116 punti base, raggiungendo quindi un livello leggermente inferiore rispetto al primo trimestre 2008.
Nel primo trimestre 2009 gli affari di Corporate & Retail Banking hanno fatto registrare un utile ante imposte pari a CHF 346 milioni, in flessione del 25% rispetto allo stesso periodo del 2008. I ricavi netti sono stati pari a CHF 953 milioni (-9%). Nel trimestre in esame gli accantonamenti per perdite su crediti sono stati di CHF 45 milioni, a fronte di utilizzi netti per CHF 9 milioni effettuati nel primo trimestre 2008. I costi operativi totali sono diminuiti del 4%. Nel periodo in rassegna, il margine di utile ante imposte si è attestato al 36,3%, contro il 44,5% del primo trimestre dello scorso anno.
Investment Banking Nel primo trimestre dell'anno l'Investment Banking ha riportato un utile ante imposte di CHF 2,414 miliardi, mentre nello stesso periodo dell'anno precedente subiva una perdita ante imposte di CHF 3,423 miliardi. I ricavi netti, in forte aumento, hanno raggiunto CHF 6,442 miliardi, a fronte della perdita di CHF 503 milioni registrata nel primo trimestre 2008; risultato che dimostra progressi sostanziali compiuti nel riallineamento dell'Investment Banking verso una strategia focalizzata sulla clientela e sull'efficienza del capitale. L'Investment Banking ha realizzato un importante incremento delle quote di mercato nelle attività chiave con la clientela, conseguendo un aumento dei ricavi a CHF 6,3 miliardi che riflette i solidi risultati di ambiti fra cui: operazioni globali su tassi d'interesse e di cambio, negoziazione sul mercato secondario di titoli assistiti da garanzia ipotecaria su immobili residenziali (residential mortgage-backed securities) negli Stati Uniti, cash equity, prime services, flow- e corporate derivative.
Inoltre, l'Investment Banking ha evidenziato un significativo miglioramento della performance dei comparti di cui era previsto un riposizionamento. Attività come il trading sui mercati emergenti, le operazioni di leveraged finance negli USA, le strategie di equity trading e l'attività su titoli convertibili sono ritornate a produrre utili nel primo trimestre 2009. I ricavi pari a CHF 1,4 miliardi ottenuti in questi ambiti riflettono i vantaggi del cambiamento di modelli operativi e il nuovo approccio all'utilizzo di capitale di rischio.
L'Investment Banking ha fatto registrare ricavi negativi per CHF 1,7 miliardi nelle attività dalle quali si sta ritirando, principalmente dovuti a svalutazioni nette di CMBS per CHF 1,4 miliardi. Tuttavia, la divisione ha continuato a ridurre le posizioni residue, tagliando le posizioni a rischio di un ulteriore 31% dalla fine del quarto trimestre del 2008. Dalla fine del terzo trimestre 2007 la riduzione è pari al 92%.
Il Credit Suisse stima che circa CHF 1,3 miliardi dei ricavi netti totali dell'Investment Banking riflettano il ritorno di condizioni di mercato più regolari, ad esempio la riduzione degli spread creditizi, la diminuzione del differenziale fra strumenti cash e sintetici, la minore volatilità dei mercati e la stabilizzazione del mercato delle obbligazioni convertibili dal quarto trimestre del 2008. I ricavi dell'Investment Banking hanno inoltre beneficiato di plusvalenze da fair value sul debito proprio del Credit Suisse pari a CHF 365 milioni.
I risultati dell'Investment Banking hanno inoltre beneficiato delle minori spese non legate al personale. Rispetto al primo trimestre del 2008, si sono infatti contratte del 19% (in dollari USA), grazie a una combinazione di minori costi fissi non legati al personale (comprese le spese per viaggi e di rappresentanza e gli emolumenti) e minori spese di brokeraggio e per commissioni. Le spese per il personale, pari a CHF 2,9 miliardi, includono la maturazione di premi riguardanti anni precedenti (compresi quelli del piano Partner Asset Facility) e agli accantonamenti per compensi variabili legati alla performance per il 2009 che riflettono la migliore redditività ponderata per il rischio dell'Investment Banking.
L'utilizzo complessivo di capitale di rischio è stato ridotto nel corso del primo trimestre 2009 in linea con gli obiettivi strategici dell'Investment Banking. Escludendo l'impatto dei cambi metodologici, le attività sottostanti ponderate per il rischio sono scese dell'11% (percentuale calcolata in dollari USA) dalla fine del quarto trimestre 2008, mentre il Value-at-Risk medio a un giorno è diminuito del 14%.
Rettifiche di valore nette ed esposizioni nell'Investment Banking Per tutto il primo trimestre del 2009, il Credit Suisse ha adottato un approccio coerente e disciplinato di contabilizzazione al valore equo, che ha comportato svalutazioni nette in CMBS per un valore di CHF 1,4 miliardi. Nel primo trimestre del 2009, il Credit Suisse ha deciso di non applicare in anticipo le nuove direttive di contabilizzazione al valore equo introdotte nell'aprile 2009 dal Financial Accounting Standards Board. Il Credit Suisse ha l'obbligo di applicare questi nuovi standard e ha previsto di farlo nel secondo trimestre 2009; non si aspetta comunque un impatto significativo delle nuove direttive sul valore equo.
Asset Management Nel primo trimestre 2009 l'Asset Management ha registrato una perdita ante imposte di CHF 490 milioni, contro una perdita di CHF 544 milioni nello stesso periodo dello scorso anno. Tale risultato include le perdite in gran parte non realizzate su investimenti per CHF 387 milioni, principalmente in posizioni private equity (contro una perdita di CHF 9 milioni nello stesso trimestre del 2008), e le perdite per CHF 21 milioni sui titoli acquistati da fondi monetari del Credit Suisse (a fronte delle perdite per CHF 566 milioni subite nello stesso periodo dell'anno precedente). Nel trimestre in rassegna i ricavi netti sono stati di CHF 6 milioni, in progresso di CHF 52 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Escludendo i titoli acquistati da fondi monetari del Credit Suisse e le plusvalenze/minusvalenze da investimenti, i ricavi netti sono diminuiti di CHF 115 milioni, attestandosi a CHF 414 milioni. I costi operativi totali sono rimasti stabili.
Afflusso netto di nuovi capitali Nel primo trimestre 2009 il Wealth Management ha contribuito in misura di CHF 9,0 miliardi agli CHF 11,4 miliardi di afflusso netto di nuovi capitali nel Private Banking, un risultato che corrisponde a una crescita media mobile su quattro trimestri del 5,0%, ottenuta grazie ai notevoli apporti dalle regioni Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), Asia Pacifico e Svizzera. La raccolta netta per CHF 2,4 miliardi totalizzata nel Corporate & Retail Banking è principalmente riconducibile a clienti istituzionali, ma riflette anche solidi afflussi provenienti da clienti privati. L'Asset Management ha subito deflussi netti per CHF 3,5 miliardi nel primo trimestre 2009, mentre l'attività legata alle strategie d'investimento alternative, all'interno dello stesso Asset Management, ha registrato afflussi netti pari a CHF 1,0 miliardi, confermando la forza del proprio ruolo. Alla fine del primo trimestre 2009 il patrimonio amministrato totale da attività continuative del Gruppo era pari a CHF 1121,7 miliardi, in aumento dell'1,4% dalla fine del quarto trimestre 2008; questo incremento è principalmente riconducibile agli afflussi netti nel Private Banking e ai movimenti valutari favorevoli, in parte neutralizzato da movimenti di mercato avversi e da deflussi netti di capitale nell'Asset Management.
Vantaggi della banca integrata Nel primo trimestre 2009 il Credit Suisse ha generato ricavi per CHF 1,0 miliardi grazie alle attività interdivisionali, a fronte dei CHF 1,2 miliardi realizzati nello stesso periodo dell'anno scorso.
Gestione del capitale e della liquidità Il Credit Suisse mantiene una base di capitale molto solida. Alla fine del primo trimestre 2009 la quota di capitale primario (tier 1 ratio) era del 14,1%, contro il 13,3% registrato alla fine del quarto trimestre 2008. Il Credit Suisse continua ad avere un elevato livello di liquidità e pertanto intende riscattare i suoi due strumenti upper tier 2 rimborsabili a luglio 2009 (obbligazioni Credit Suisse, Guernsey Branch per EUR 125 milioni e obbligazioni Credit Suisse, London Branch per GBP 150 milioni).
Cambiamenti nel management Oggi il Credit Suisse ha annunciato che Tobias Guldimann, attuale Chief Risk Officer del Credit Suisse Group e membro del Consiglio direttivo, a partire dal 1° giugno 2009 diventerà responsabile unico per il risk management in seno al Consiglio direttivo. Nel contempo D. Wilson Ervin, Chief Risk Officer del Credit Suisse, si dimetterà dal Consiglio direttivo e assumerà un nuovo ruolo in qualità di Senior Advisor riferendo a Brady W. Dougan. D. Wilson Ervin e Tobias Guldimann hanno collaborato strettamente per oltre 10 anni allo sviluppo della strategia di risk management del Credit Suisse e più recentemente nella pianificazione della transizione.
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Fonte: Credit Suisse, comunicato stampa