Tempo di lettura: 8 minutiWealth Management ha riportato un utile ante imposte di CHF 488 milioni rispetto ai CHF 492 milioni del terzo trimestre. Escludendo un onere di CHF 40 milioni per il rimborso dei costi sostenuti dal governo svizzero con riferimento la vicenda inerente le attività transfrontaliere negli Stati Uniti, l’utile ante imposte è aumentato di CHF 36 milioni, ossia del 7%, rispetto ai tre mesi precedenti. I proventi operativi sono progrediti del 3% a quota CHF 1.803 milioni, dai CHF 1.759 milioni del trimestre precedente, a fronte della maggiore attività di negoziazione della clientela e nonostante le difficoltà create dall’apprezzamento del franco svizzero. Il margine lordo sugli attivi investiti si è attestato a 92 punti base, un incremento di 3 punti base sul trimestre precedente, in considerazione di un aumento del 2% nei ricavi, ascrivibile soprattutto a una accresciuta operatività della clientela, e di un calo dell’1% del livello medio dei patrimoni in gestione. Nonostante la solida performance degli investimenti, gli attivi investiti sono diminuiti a causa del rafforzamento del franco svizzero rispetto all’euro e al dollaro statunitense, divise nelle quali è denominato oltre il 60% degli attivi di Wealth Management. Nel quarto trimestre gli afflussi netti sono stati esigui rispetto ai CHF 1,0 miliardi del terzo trimestre. Flussi positivi sono stati registrati dalla regione Asia-Pacifico, dai mercati emergenti e, a livello globale, dai clienti ultra high net worth. I costi sono cresciuti del 4% a CHF 1.315 milioni dai CHF 1.267 dei tre mesi precedenti.
I ricavi di Retail & Corporate si sono attestati a CHF 931 milioni rispetto ai CHF 966 milioni del terzo trimestre. L’utile ante imposte è stato pari a CHF 387 milioni dai CHF 446 milioni dei tre mesi precedenti principalmente in considerazione delle maggiori rettifiche di valore per perdite su crediti. Queste ultime si sono attestate a CHF 63 milioni dai CHF 7 milioni del terzo trimestre, per lo più in seguito ad accantonamenti per perdite su crediti relative a un esiguo numero di clienti. Escludendo le rettifiche di valore per perdite su crediti, i proventi operativi sono saliti a CHF 995 milioni dai CHF 973 milioni del terzo trimestre. Le perdite su crediti per l’intero 2010 sono state relativamente esigue, nonostante quelle subite nell’ultimo trimestre dell’anno. Nel 2010 le rettifiche di valore nette per perdite su crediti sono ammontate a CHF 76 milioni, in calo di oltre CHF 100 milioni rispetto al 2009, a dimostrazione della qualità del nostro portafoglio creditizio. I costi sono aumentati di CHF 24 milioni, a CHF 544 milioni, in particolare a seguito delle maggiori svalutazioni connesse agli investimenti IT.
Wealth Management Americas ha archiviato una perdita ante imposte di CHF 33 milioni a fronte della perdita di CHF 47 milioni relativa al terzo trimestre. I ricavi sono saliti del 3% sui tre mesi precedenti, passando da CHF 1.338 milioni a CHF 1.379 milioni. In dollari statunitensi i proventi operativi sono migliorati del 7%, il livello più alto registrato dal terzo trimestre 2008. I risultati del trimestre in rassegna includono accantonamenti per contenziosi legali nella misura di CHF 152 milioni. Gli afflussi netti sono stati pari a CHF 3,4 miliardi, un notevole miglioramento rispetto ai CHF 0,3 miliardi dei tre mesi precedenti, a riflesso dell’ottima performance dei consulenti alla clientela che operano presso UBS da oltre un anno. Inclusi i redditi da interessi e dividendi, la raccolta netta di Wealth Management Americas è stata pari a CHF 8,8 miliardi contro i CHF 4,6 miliardi del trimestre precedente. Il margine lordo sugli attivi investiti è aumentato di 3 punti base, a 80 punti base, grazie all’incremento del 3% dei ricavi sui tre mesi precedenti. Il patrimonio medio investito è rimasto relativamente stabile. I costi sono saliti del 2% a CHF 1.412 milioni.
Global Asset Management ha registrato un utile ante imposte di CHF 135 milioni, pari a un incremento del 18% sui CHF 114 milioni del terzo trimestre. L’aumento delle commissioni di performance, registrato soprattutto da Alternative and Quantitative Investments, è stato in parte annullato da maggiori spese per il personale. I ricavi sono saliti a CHF 542 milioni, da CHF 473 milioni, principalmente in considerazione dell’aumento delle commissioni in Alternative and Quantitative Investments e, in misura minore, in Global Real Estate. Gli afflussi netti da terze parti per CHF 3,8 miliardi sono stati in gran parte annullati da deflussi netti per CHF 2,8 miliardi ascrivibili ai clienti delle attività di gestione patrimoniale di UBS. I costi sono saliti da CHF 359 milioni a CHF 407 milioni per effetto delle maggiori spese per il personale e dell’incremento di quelle generali e amministrative.
Investment Bank ha archiviato un utile ante imposte di CHF 75 milioni contro una perdita di CHF 406 milioni nel terzo trimestre. Sul risultato ha inciso una perdita sul credito proprio di CHF 509 milioni, a fronte di CHF 387 milioni dei tre mesi precedenti, riconducibile in parte al restringimento dei nostri spread creditizi nel corso del trimestre. I proventi operativi sono saliti del 17% sul trimestre precedente, a CHF 2.158 milioni da CHF 1.842 milioni. I ricavi sono aumentati in tutti i dipartimenti, in particolare Investment Banking, dove sono più che raddoppiati attestandosi a CHF 910 milioni rispetto ai CHF 422 milioni del trimestre precedente, a seguito della più intensa attività sui mercati e della maggiore quota di mercato. I ricavi del dipartimento Equities sono progrediti a CHF 945 milioni dai CHF 904 milioni dei tre mesi precedenti, grazie agli aumenti registrati nelle attività cash, derivati e prodotti equity-linked. Nell’unità Fixed Income, Currencies and Commodities i ricavi sono cresciuti del 6% rispetto al terzo trimestre, passando da CHF 869 milioni a CHF 920 milioni.
Preoccupazioni sul debito sovrano europeo e l’impatto delle misure di allentamento quantitativo hanno contribuito ad accrescere la volatilità. Ciò ha ridotto la propensione al rischio dei clienti, soprattutto nell’area del credito - dove i ricavi sono scesi - e dei mercati emergenti, pur favorendo l’attività su cambi. Il segmento Macro ha registrato una crescita dei ricavi, passati a CHF 372 milioni dai CHF 291 milioni, grazie a una maggiore operatività della clientela che ha alimentato i proventi delle operazioni su cambi. Sui mercati emergenti i ricavi sono diminuiti rispetto al terzo trimestre, passando a CHF 90 milioni dai CHF 117 milioni. I costi si sono ridotti, grazie soprattutto alle minori spese per il personale. Il risultato di Investment Bank include altresì rettifiche di valore per perdite nette su crediti pari a CHF 108 milioni, a fronte di recuperi netti su crediti per CHF 35 milioni nel trimestre precedente ascrivibili, tra l’altro, a svalutazioni nel nostro portafoglio di Auction Rate Securities su prestiti agli studenti. Investment Bank continua a focalizzare i suoi sforzi sulla riduzione del rapporto costi/ricavi nel breve termine.
Nel quarto trimestre le attività di tesoreria e altre voci aziendali hanno archiviato un utile ante imposte di CHF 109 milioni, rispetto ai CHF 219 milioni dei tre mesi precedenti.
L’utile netto attribuibile a interessi da partecipazioni di minoranza è stato pari a CHF 21 milioni, contro una perdita netta di CHF 21 milioni nel terzo trimestre.
Wealth Management – Gli afflussi netti sono stati molto esigui rispetto ai CHF 1,0 miliardi netti del trimestre precedente, con entrate nette dalla regione Asia-Pacifico, dai mercati emergenti e dalla clientela ultra high net worth su scala globale.
Wealth Management Americas – Gli afflussi netti si sono attestati a CHF 3,4 miliardi, a fronte di deflussi di CHF 0,3 miliardi nel terzo trimestre.
Global Asset Management – Nel quarto trimestre la raccolta netta è stata pari a CHF 1 miliardo rispetto agli afflussi estremamente modesti registrati nei tre mesi precedenti.
Al 31 dicembre 2010 il patrimonio investito ammontava a CHF 2.152 miliardi, contro i CHF 2.180 miliardi al 30 settembre 2010. L’andamento positivo del mercato e la raccolta netta sono stati più che neutralizzati dal deprezzamento del dollaro statunitense e dell’euro nei confronti del franco svizzero. Del totale degli attivi, CHF 904 miliardi erano attribuibili a Wealth Management & Swiss Bank (di cui CHF 768 miliardi attribuibili a Wealth Management e CHF 136 miliardi a Retail & Corporate), CHF 689 miliardi a Wealth Management Americas e CHF 559 miliardi a Global Asset Management.
Posizione patrimoniale e bilancio: il coefficiente patrimoniale BRI Tier 1 è aumentato per il settimo trimestre consecutivo attestandosi al 17,7% al 31 dicembre 2010 rispetto al 16,7% della fine del terzo trimestre, nello stesso periodo il coefficiente patrimoniale Core Tier 1 BRI è cresciuto al 15,3% dal 14,2%. Gli attivi ponderati in funzione del rischio sono diminuiti del 5%, principalmente in considerazione di movimenti nei cambi; il bilancio è sceso del 10% a CHF 1.317 miliardi a fronte di CHF 1.461 miliardi nel terzo trimestre.
Prospettive: per il primo trimestre ci attendiamo un certo miglioramento nei risultati del trading di Investment Bank rispetto ai due trimestri precedenti, ma ciò dipenderà come sempre in larga misura dalle condizioni di mercato e dal volume d’affari generato dalla nostra clientela. Ci aspettiamo che gli investimenti effettuati in alcune delle nostre attività di negoziazione titoli diano i loro frutti nel 2011. Il dipartimento Investment Banking (IBD) vanta un promettente portafoglio di attività di consulenza finanziaria. Tuttavia, per il prossimo trimestre non prevediamo che IBD possa eguagliare gli ottimi risultati stagionali conseguiti negli ultimi tre mesi dell’anno, per lo meno non nella sua attività di consulenza. Per quanto riguarda le nostre divisioni di wealth management e asset management, ci aspettiamo che nel primo trimestre l’attività della clientela superi i livelli del quarto trimestre, sostenendo così i ricavi basati sulle transazioni di queste due unità. Siamo convinti che gli afflussi netti positivi proseguiranno anche nel corso del primo trimestre. Per l’intero anno prevediamo un considerevole rafforzamento della raccolta netta.
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Fonte: UBS, comunicato stampa