Tempo di lettura: 3 minutiLa Posta prende atto delle decisioni adottate dal Consiglio degli Stati in materia di Legge sulle poste. L’azienda ritiene che il progetto di legge nella forma oggi approvata dal Consiglio degli Stati rappresenti una base accettabile per garantire un servizio di base efficace in tutte le aree del paese e in linea con le esigenze dei consumatori. La Posta intende offrire un servizio di base capillare che tenga conto anche delle esigenze delle regioni periferiche. Sostanzialmente la Legge sulle poste offre alla Posta l’opportunità di affermarsi come un’azienda moderna e competitiva, consentendole di adeguare il servizio di base all’evoluzione demografica, alle esigenze dei clienti e ai progressi tecnologici.
Occorre tuttavia che lo sviluppo imprenditoriale della Posta non venga ostacolato e che l’azienda possa contare su un ampliamento del suo margine di manovra, tanto più che il mercato delle lettere è in calo e che il servizio di base sarà sempre meno redditizio per via dell’arrivo di nuovi concorrenti. La Posta vuole creare nuove fonti di guadagno in grado di contribuire al finanziamento del servizio di base. In tale ottica la Posta ritiene insoddisfacente che nel disegno di legge sull’organizzazione delle poste non ancora trattato dal Consiglio degli Stati a PostFinance continui ad essere preclusa l’offerta autonoma di ipoteche e crediti. La Posta non condivide inoltre il modello di finanziamento del servizio di base delineato dal Consiglio degli Stati. La sua proposta prevede infatti che nel caso in cui la Posta non riesca a finanziare con i propri mezzi il servizio di base, i costi verrebbero coperti solo se eccessivamente elevati. Un simile meccanismo di finanziamento attribuisce alla Posta un onere unilaterale che non grava sugli altri concorrenti: la disposizione lascia inoltre un ampio margine interpretativo e conduce a un'incertezza giuridica. Tuttavia la Posta ritiene giusto creare un fondo di compensazione per il finanziamento del servizio di base. Inoltre per l’azienda è importante poter negoziare in maniera bilaterale con i concorrenti le regole di accesso alle sue infrastrutture, come previsto dal Consiglio degli Stati.
La Posta auspica che le proposte di legge vengano ritoccate in tal senso. L’azienda attribuisce un’importanza centrale ad una definizione del servizio di base focalizzata sull’efficienza e sull’autonomia finanziaria. Ulteriori condizioni rispetto a quelle previste dal Consiglio degli Stati comprometterebbero il precario equilibrio tra definizione e finanziamento del servizio di base e pertanto la Posta vi si oppone.
L’apertura del mercato richiede misure di accompagnamento
La Posta prende atto della volontà del Consiglio degli Stati di procedere ad una completa liberalizzazione del mercato delle lettere entro alcuni anni. L’azienda auspica tuttavia un periodo transitorio di tre anni dopo l‘entrata in vigore della legge. La Posta non è contraria al principio della completa apertura del mercato, purché il regime di concorrenza venga affiancato da misure di accompagnamento. In tale contesto svolge un ruolo di particolare rilievo l’esistenza di condizioni d’impiego eque in tutto il mercato postale assicurate da un contratto collettivo di lavoro (CCL) settoriale alla quale la Posta vuole contribuire quale datore di lavoro socialmente responsabile. Di conseguenza occorre adattare nella Legge sull’organizzazione delle Poste lo status giuridico della Posta alle condizioni in vigore nell’economia privata, trasformando il gruppo Posta in una società anonima sottoposta a legislazione speciale e PostFinance in una società anonima di diritto privato di proprietà della Posta e soggetta alla vigilanza della FINMA.
Nota della redazione: i diritti delle immagini appartengono al rispettivo editore.
Fonte: Die Post, comunicato stampa