Tempo di lettura: 5 minutiNel 2007 l'economia svizzera ha continuato a beneficiare della positiva svolta congiunturale. Il consumo privato è stato un pilastro stabile e gli investimenti in beni strumentali, così come il commercio estero, hanno ulteriormente vivacizzato le dinamiche. Lo sfondo sul quale ci si appresta ad aprire il 2008 è pertanto positivo, considerati i fitti carnet degli ordini e l'incoraggiante situazione del mercato del lavoro. Non sarà tuttavia più possibile raggiungere la dinamica della crescita dello scorso anno. In questa fase congiunturale matura le insicurezze aumentano. L'esperienza mostra che un boom congiunturale regala buoni risultati a quasi tutti i settori, anche a quelli strutturalmente deboli. La buona congiuntura sposta tuttavia l'attenzione su problemi strutturali irrisolti o ricorrenti. La valutazione opportunità-rischi a medio termine degli economisti del Credit Suisse misura le debolezze e i punti di forza strutturali dei diversi settori economici svizzeri. Tale valutazione esclude le incidenze congiunturali a breve termine.
Hightech e beni di lusso in testa L'industria chimico-farmaceutica e quella degli strumenti di precisione (inclusa l'industria orologiera) sono i settori con l'indiscusso miglior rapporto opportunità- rischi. La performance di questi settori al vertice non è un fuoco di paglia congiunturale, ma è molto solida. Dopo questo gruppo di testa, si trovano i settori della sanità e dell'assistenza sociale e quello dei servizi imprenditoriali. La domanda di prestazioni dai settori della sanità e dell'assistenza sociale, stimolata dallo sviluppo demografico e dalle crescenti esigenze nei confronti della medicina, viene ulteriormente alimentata dal sistema di finanziamenti che non pone alcun obiettivo di risparmio. Il fattore principale per i servizi imprenditoriali è la futura tendenza in crescita all'esternalizzazione di incarichi complessi a specialisti. Il potenziale delle attività di poste e telecomunicazioni è stato invece penalizzato. Ciò che fu l'insegna della "New Economy" rivela ora tendenze di saturazione.
Nonostante la nuova dinamica, la valutazione per l'industria dei beni d'investimento rimane nella media La gran parte dei settori svizzeri rivela potenziali nella media e così anche l'industria dei beni d'investimento, che negli ultimi anni ha beneficiato di notevole impulso in quanto ramo economico legato alla congiuntura. «La fabbricazione di macchine ha assistito a una vera e propria ripresa», afferma Martin Neff, responsabile Economic Research del Credit Suisse Svizzera. Il boom globale degli investimenti non è l'unica ragione alla base degli incoraggianti risultati ottenuti dall'industria metalmeccanica. Il settore della fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici si presenta oggi sotto una veste completamente differente da quella di dieci anni fa. La maggior parte delle aziende ha abbandonato la gara sui prezzi per puntare in modo mirato sull'innovazione. L'intensità di creazione del valore è incrementata grazie al trasferimento all'estero di settori sensibili ai costi, e la posizione competitiva a medio termine si è rafforzata. Tuttavia, nonostante un possibile ritorno degli anni del boom per l'industria metalmeccanica, la valutazione opportunità-rischi a medio termine rimane nella media. Tanto maggiore è la concorrenza globale quanto più il baricentro produttivo tende a spostarsi verso est.
Saturazione nei settori dell'economia interna L'industria alimentare svizzera opera su un mercato perlopiù saturo. Gli imponenti dati sull'esportazione non riflettono in modo adeguato l'intero settore. Hanno registrato un andamento positivo solo i fornitori di prodotti che offrono valore aggiunto in termini di comodità (convenience food) e salute (functional food). Esportazioni record sono state raggiunte nei mercati di nicchia, soprattutto con l'acqua minerale. Al contrario, molti produttori hanno risentito di una maggiore concorrenza nelle importazioni. La pressione sul prezzo è particolarmente opprimente per i beni di uso quotidiano. Nell'edilizia svizzera la dinamica continua a rimanere piatta. Le basse barriere di accesso, il surplus di offerenti, principalmente di piccole dimensioni, e i costi crescenti esercitano un'elevata pressione sui margini. Quest'ultima, con il rallentamento del boom del settore immobiliare, sarà sempre più accentuata.
Rischi nascosti dalle buone cifre attuali Il settore alberghi e ristoranti e il commercio al dettaglio mostrano una valutazione opportunità-rischi chiaramente inferiore alla media, sebbene finora la fiorente congiuntura abbia regalato loro forti tassi di crescita. Negli ultimi tre anni, il settore alberghi e ristoranti ha potuto riguadagnare i clienti persi dal 2001. Il prossimo rallentamento congiunturale metterà di nuovo sotto pressione tale settore. Esso, infatti, nonostante i numerosi sforzi messi in atto per migliorare la qualità, continua a doversi confrontare con problemi strutturali profondamente radicati come il notevole eccesso di capacità e in molti casi l'invecchiamento delle infrastrutture. I capitali ricavati grazie al buon momento congiunturale non bastano per gli indispensabili investimenti di ristrutturazione e sostituzione. A fronte della crescente concorrenza internazionale, del maggior ruolo delle tecnologie dell'informazione e del cambiamento delle esigenze della clientela, il commercio al dettaglio sarà soggetto ad una costante pressione di adeguamento.
I mutamenti strutturali continuano anche in periodi di forte congiuntura Per alcuni settori i rischi si presentano anche in fasi congiunturali positive. Come in precedenza, l'agricoltura ha fatto segnare la valutazione opportunità-rischi più bassa secondo il modello degli economisti del Credit Suisse. Il settore tessile e dell'abbigliamento così come la stampa e l'editoria sono state oggetto di forti trasformazioni strutturali negli ultimi anni, ma continuano a beneficiare solo marginalmente della congiuntura. Anche a fronte di fatturati parzialmente in crescita, si è continuato a operare tagli al personale.
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Fonte: Credit Suisse Group, comunicato stampa