Tempo di lettura: 5 minutiLa percentuale di persone di 65 anni o più, attualmente vicina al 17 per cento, aumenterà rapidamente fino a superare il 28 per cento alla fine dello stesso periodo. Queste evoluzioni demografiche influenzeranno fortemente lo sviluppo della popolazione attiva che, dopo essere salita a 4,5 milioni di occupati alla fine del 2009, raggiungerà i 4,7 milioni entro il 2021 per scendere a 4,6 milioni alla fine del 2060. Nello stesso lasso di tempo, aumenterà notevolmente il livello di formazione della popolazione in Svizzera.
La crescita si attenuerà gradualmente
Secondo lo scenario di riferimento “medio”, che presuppone migrazioni pari ai valori medi osservati negli ultimi cinque anni, un tasso di fecondità lievemente superiore a 1,5 figli per donna e una speranza di vita in aumento di circa sei anni, la popolazione continuerà a crescere fino al 2055. Da 7,8 milioni di persone nel 2009, la popolazione passerà a circa 9 milioni nel 2060, progredendo ogni anno mediamente dello 0,3 per cento. Al termine di questo periodo, il saldo migratorio non basterà più per compensare l’eccedenza dei decessi sulle nascite, prevista nel 2032, e la popolazione si stabilizzerà.
Lo scenario “alto”, che ipotizza un saldo migratorio di due volte superiore rispetto a quello dello scenario di riferimento, un tasso di fecondità in aumento e un prolungamento più marcato della speranza di vita, prevede che la crescita si ammortizzerà lievemente nel corso del periodo considerato. Ciò porterebbe nel 2060, a una popolazione residente permanente di 11,3 milioni di persone. Lo scenario “basso”, con un saldo migratorio nullo dal 2030 e un saldo naturale negativo dal 2019, prefigura un decremento della popolazione dal 2021 e una popolazione residente permanente che scenderà a 6,8 milioni nel 2060.
Invecchiamento demografico rapido
La crescita non riguarderà tutte le classi di età nello stesso modo. Secondo lo scenario di riferimento, la popolazione da 0 a 19 anni e da 20 a 64 anni inizialmente aumenterà leggermente e in seguito diminuirà. La popolazione residente da 0 a 19 anni oscillerà tra 1,6 e 1,7 milioni e quella da 20 a 64 anni tra 4,8 e 5,1 milioni. Per contro, l’incremento sarà relativamente forte per la popolazione di 65 anni e più. Tra il 2010 e il 2035, infatti, le generazioni molto numerose del baby-boom raggiunge-ranno progressivamente la terza età.
Nel prossimo cinquantennio, l’incremento di questa classe di età sarà marcato, non solo a causa della sua importanza in termini numerici, ma anche della speranza di vita elevata. Secondo lo scenario di riferimento, la popolazione di 65 anni e più registrerà una crescita pari all’89 per cento. Secondo lo scenario di riferimento, nel 2060 in Svizzera 2,5 milioni di persone avranno 65 anni o più; saranno 3,1 milioni secondo lo scenario “alto” e 2 milioni secondo lo scenario “basso”, contro 1,3 milioni alla fine del 2009.
Aumento della popolazione attiva e della partecipazione delle donne al mercato del lavoro
Secondo lo scenario di riferimento, il tasso di attività delle persone da 15 a 64 anni aumenterà di 1,2 punti percentuali e si stabilirà sull’83,9 per cento nel 2060. Mentre il tasso di attività delle donne tra 15 e 64 anni crescerà del 2,7 punti fino a raggiungere l’80,2 per cento, quello degli uomini della stessa classe di età scenderà di 0,3 punti all’87,6 per cento. Nel 2021, la popolazione attiva raggiungerà il culmine (4,7 milioni di persone attive; +4,2% rispetto al 2009). Dopo questa fase di incremento, nel 2060 il numero di persone attive diminuirà a 4,6 milioni (+1,6 rispetto al 2009). Tra il 2009 e il 2060, la popolazione attiva espressa in equivalenti a tempo pieno aumenterà del 2,8 per cento.
Lo scenario “alto" prevede un aumento continuo della popolazione attiva che raggiungerà i 5,8 milioni nel 2060 (+29%), quello “basso” un leggero aumento fino al 2013 e una diminuzione marcata a 3,4 milioni di persone attive nel 2060 (-25%). Secondo lo scenario di riferimento, tra il 2009 e il 2060, il numero di donne attive progredirà del 2,9 per cento mentre il numero di uomini attivi resterà praticamente invariato (+0,4%). Le evoluzioni espresse in equivalenti a tempo pieno risultano più marcate: tra il 2009 e il 2060, il numero di donne attive aumenterà notevolmente (+9,6%), incremento che si rispecchierà in aumento del tasso di occupazione.
Per quanto riguarda gli uomini si osserverà una tendenza opposta determinata dalla progressione del lavoro a tempo parziale tra i padri di famiglia (equivalenti a tempo pieno: -1,5%). Anche tra la popolazione attiva svizzera e quella di nazionalità straniera gli sviluppi sono contrastanti. Tra il 2009 e il 2060, la prima registrerà un calo dello 0,3 per cento scendendo a 3,4 milioni di persone attive, mentre la seconda aumenterà del 7,3 per cento a 1,2 milioni. Nel 2060, la percentuale di manodopera straniera sulla popolazione attiva raggiungerà il 25,3 per cento (2009: 24%).
Netto aumento del rapporto tra le persone attive e le persone di 65 anni e più
L’invecchiamento della popolazione si riflette in un forte aumento del rapporto tra le persone di 65 anni o più e la popolazione attiva. Nel 2009, ogni 100 persone attive tra i 20 e i 64 anni si contavano 32 persone di 65 anni e più. Nel 2060, secondo lo scenario “medio” se ne conteranno 61. Questo valore è simile a quello previsto dallo scenario “alto” (61) e da quello “basso” (63).
Sensibile crescita del livello di formazione della popolazione
Secondo lo scenario di riferimento, che ipotizza probabilità leggermente superiori a quelle attuali di conseguire diplomi di vari gradi, la proporzione di diplomati di grado terziario (scuole universitarie e formazione professionale superiore) nella popolazione da 25 a 64 anni passerà dal 35 per cento (2009) al 50 per cento intorno al 2025, per salire quasi al 60 per cento intorno al 2045. Secondo lo scenario “alto”, che presuppone un aumento sensibile della probabilità di conseguire un diploma di grado terziario, la percentuale di diplomati di grado terziario toccherà il 50 per cento verso il 2020.
In base allo scenario “basso” invece, che prevede un’importante flessione della probabilità di ottenere un diploma di grado terziario, la percentuale sarà del 45 per cento intorno al 2035. Indipendentemente dallo scenario considerato, la proporzione di persone senza formazione post-obbligatoria diminuirà in modo marcato (dal 13% nel 2009 a meno dell’8% nel 2035 secondo lo scenario di riferimento). Tra la popolazione di nazionalità straniera, questa proporzione dovrebbe scendere dal 28 per cento (2009) al 20 per cento entro i prossimi 10-15 anni.
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