In calo le aziende agricole biologiche

10.07.2008 | da Dipartimento federale dell'interno DFI

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10.07.2008, Neuchâtel - Il numero di aziende agricole ha registrato una nuova contrazione, passando da circa 63’600 unità nel 2005 ad appena 61’800 nel 2007. Dal censimento del 2000 si è assistito a un calo annuo medio di 1’250 aziende, equivalente a una diminuzione dell’1,8 per cento. Tra il 2005 e il 2007 il numero di aziende agricole biologiche si è ridotto del 3,4 per cento, scendendo da circa 6’400 a 6’200 unità. Sono questi alcuni dei risultati del censimento delle aziende agricole del 2007, condotto dall’Ufficio federale di statistica (UST) e conclusosi di recente.


Continua a diminuire il numero di aziende agricole Nel quadro del censimento delle aziende agricole del 2007 sono state censite 61’800 aziende agricole, di cui 45’000 circa gestite da agricoltori esercitanti la professione a titolo principale. Tra il 2005 e il 2007, 1’860 aziende hanno cessato la loro attività. Dal censimento del 2000 oltre il 12 per cento delle aziende agricole ha chiuso i battenti. Questa trasformazione strutturale ha interessato soprattutto le aziende di piccole dimensioni. Il numero di aziende con una superficie agricola utile pari o superiore a 25 ettari è invece aumentato quasi del 16 per cento rispetto al 2000, venendo così a costituire – nel 2007 – oltre il 21 per cento della totalità delle aziende (2000: poco più del 16%). Tra il 2005 e il 2007 la superficie agricola utile media di un’azienda è aumentata di 0,4 ettari, raggiungendo quota 17,2 ettari.

In calo le aziende biologiche Dopo il periodo di forte crescita e la fase di espansione lievemente più contenuta, negli ultimi anni – ovvero dal 2005 – il numero di aziende biologiche è andato diminuendo. Se nel 2005 esse si attestavano a quota 6’400, nel 2007 ne sono state censite circa 200 in meno (-3,4%). Come avvenuto per le aziende agricole in generale, anche in questo caso il calo ha interessato soprattutto le aziende più piccole. Nel 2007 le aziende a conduzione biologica erano 6’200 e costituivano il 10 per cento circa della totalità delle aziende agricole. Nel Cantone dei Grigioni tale valore era più del 51 per cento.

In calo la superficie cerealicola La superficie coltiva aperta – superficie coltiva esclusi i prati artificiali – è diminuita del 4,4 per cento rispetto al 2000. Nel 2007 essa copriva ancora 279’700 ettari, ovvero il 26 per cento della superficie agricola utile complessiva della Svizzera (pari a circa 1,06 milioni di ettari). Nello stesso lasso di tempo, la superficie cerealicola si è ridotta del 14 per cento, rimanendo tuttavia anche nel 2007 – con i suoi 157’600 ettari – la principale coltura del Paese, con una percentuale di cereali pianificabili leggermente superiore rispetto a quella dei cereali da foraggio (i primi coltivati su una superficie di 81’900 ettari). In declino ormai da anni è anche la coltivazione delle patate: nel 2000 la superficie adibita a questa coltura era ancora di 14’200 ettari, mentre nel 2007 essa era scesa a circa 11’700 ettari. Si è invece intensificata negli ultimi anni la coltivazione delle barbabietole da zucchero e della colza: la superficie coltiva delle prime è aumentata del 17 per cento rispetto al 2000, raggiungendo quota 20’700 ettari, mentre per la colza (destinata alla produzione di olio commestibile) questa espansione è stata - grazie ai contributi alla coltivazione - addirittura del 42 per cento (con una superficie totale di 18’600 ettari).

Ancora in forte aumento la tenuta di vacche madri e nutrici Nel 2007 l’effettivo bovino è stato di circa 1,57 milioni di capi e ha confermato così la relativa stabilità degli ultimi anni. Dal 2000 il numero di aziende agricole con allevamenti di bovini è tuttavia diminuito di oltre il 14 per cento. Sono di conseguenza aumentate le dimensioni medie degli allevamenti per singola azienda, con un incremento da 31 a 36 capi. La detenzione di vacche madri e nutrici ha conosciuto una crescita marcata anche negli ultimi anni: dal censimento del 2000 il numero di vacche è più che raddoppiato, passando da 44’900 a 93’600 capi. Nello stesso periodo, il numero di aziende che allevano vacche madri e nutrici è salito da 4’100 a circa 7’300. Tra il 2000 e il 2007 l’effettivo medio di vacche madri e nutrici per singola azienda è quindi passato da 11 a 13 capi.

Gli allevamenti di caprini ed equini hanno registrato un ulteriore incremento: dal 2000 l’aumento è stato del 27 per cento circa per i primi (che hanno toccato complessivamente quota 79’100 capi) e di oltre il 20 per cento per i secondi (saliti a 74’900 capi). La popolazione ovina si è invece stabilizzata tra i 440’000 e i 450’000 capi negli ultimi anni.

Questi sviluppi degli allevamenti di animali sono aspetti della diversificazione in atto da diversi anni nel settore agricolo, che ha portato anche a un aumento del numero di aziende che tengono specie animali «esotiche» tra cui bisonti, cervi, lama e alpaca. Nel 2000 le aziende in cui si allevavano queste specie animali – per un totale di 6’800 capi – erano circa 350, mentre nel 2007 se ne contavano già 660 con un numero complessivo di capi pari a circa 13’200.

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Conclusione di questo articolo: « In calo le aziende agricole biologiche »

Fonte: Dipartimento federale dell'interno DFI, comunicato stampa