Tempo di lettura: 4 minutiAl termine di intensi negoziati, le società Axpo (rappresentata dalle sue affiliate Axpo AG e Centralschweizerische Kraftwerke AG), Alpiq e BKW hanno raggiunto un accordo per sostituire, mediante la costruzione di due nuove centrali nucleari, le capacità di produzione nucleare che verranno a mancare e i contratti d’importazione con la Francia di prossima scadenza. L’accordo è visto da tutte le parti interessate come pietra miliare sulla via verso un approvvigionamento elettrico sicuro e affidabile in Svizzera.
Axpo, Alpiq e BKW parteciperanno ognuna per un terzo ad una società di pianificazione e progettazione. Il loro obiettivo è di collaborare nella pianificazione di tre progetti paragonabili fino alla determinazione definitiva dell’ordine di realizzazione. Questo approccio consente di accelerare le procedure politiche e burocratiche, sfruttare le sinergie in fase di valutazione e risparmiare costi. Allo stesso tempo sono create le premesse per una possibile futura società di gestione comune.
La decisione definitiva sull’ordine di realizzazione sarà presa al più tardi prima della "Bozza di messaggio e di decisione" ai sensi della "Procedura di autorizzazione di massima per una nuova centrale nucleare" dell’Ufficio federale dell’energia (UFE), e dunque secondo l’attuale stato di pianificazione entro la metà del 2012. Come base decisionale serviranno, oltre all’assicurazione a lungo termine del sito, sia diversi aspetti economici e politici che i risultati del processo di verifica delle autorità, attualmente in corso, delle tre domande di autorizzazione di massima. Se da questa valutazione complessiva non dovessero emergere differenze rilevanti, per la scelta dei siti si terrà in considerazione l’ordine in cui saranno disattivati gli impianti esistenti.
Le tre società deterranno le seguenti partecipazioni nelle centrali consorziali: 59% Axpo (Axpo AG 48,6%, Centralschweizerische Kraftwerke AG 10,4%), 25,5% Alpiq, 15,5% BKW. Questa ripartizione rispecchia le attuali quote dei tre partner nel parco di produzione nucleare in Svizzera e non le quote di mercato dell’approvvigionamento in Svizzera (Axpo 35%, Alpiq 24%, BKW 14%). Per la prima centrale, il rapporto di partecipazione divergerà leggermente in considerazione di diversi fattori, quali la durata rimanente d’esercizio degli impianti attuali (Alpiq -3%, BKW +3%).
Heinz Karrer, CEO di Axpo, sottolinea: "L’accordo raggiunto è un successo importante. Ci consentirà anche in futuro di garantire il nostro mix energetico praticamente privo di CO2 costituito da energia idroelettrica, energia nucleare e nuove energie rinnovabili."
Giovanni Leonardi, CEO di Alpiq: "Con questo accordo i tre partner dichiarano apertamente di voler collaborare a favore della sicurezza d’approvvigionamento del nostro Paese."
Kurt Rohrbach, CEO di BKW, aggiunge: "Sin dall’inizio dei negoziati, Axpo, Alpiq e BKW hanno cercato insieme di raggiungere una soluzione consensuale. Siamo felici che l’obiettivo sia ora stato raggiunto."
Investimenti nella sicurezza d’approvvigionamento
La politica energetica del Consiglio federale, oltre a promuovere l’efficienza energetica, le energie rinnovabili e la collaborazione con l’Europa, pone l’accento in particolare anche sulla sostituzione o sulla costruzione di nuove grandi centrali elettriche. In tal senso, e a garanzia della sicurezza d’approvvigionamento in Svizzera, le società Alpiq – nel giugno 2008 – e Axpo (rappresentata dalle sue affiliate Axpo AG e Centralschweizerische Kraftwerke AG) insieme a BKW FMB Energie SA – nel dicembre 2008 – hanno ognuna presentato all’UFE una domanda di autorizzazione di massima per la costruzione di centrali nucleari a Niederamt (SO), Mühleberg (BE) e Beznau (AG). Il 30 ottobre 2009, le tre società di progetto hanno consegnato all’UFE le domande di autorizzazione riviste in base alla richiesta presentata nell’aprile 2009 dall’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN). Nel novembre 2010, l’IFSN ha presentato le sue perizie, che confermano l’idoneità dei tre siti. Secondo quanto riferito dall’UFE, il Consiglio federale si esprimerà presumibilmente a metà 2012 sulle tre domande di autorizzazione di massima, circa cinque mesi più tardi del previsto.
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Fonte: Axpo Holding AG, comunicato stampa